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Roberto Anglisani
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Giungla – Il libro

Di Roberto Anglisani e Maria Maglietta

edito da Rizzoli – 27/02/2013

La città può essere una giungla. Lo sa bene Muli, un ragazzino dell’Est costretto a venire in Italia a mendicare. Lavora alla Stazione Centrale e condivide una vita fatta di dure giornate passate a chiedere l’elemosina e rubacchiare con altri ragazzi schiavi come lui: tra di loro Nina, la sua amica più cara. Il capobranco è Shirkan, un uomo crudele come una tigre rabbiosa che esercita il suo potere sui piccoli schiavi alternando botte e privazioni. Ma un giorno Muli si ribella, riesce a fuggire e grazie all’aiuto di Baloon, un ingegnoso senzatetto, si sottrae alle grinfie di Shirkan. Il bar di Baghera, una donna dalla pelle nera e dall’animo gentile, è un bel posto dove tornare piano piano ad amare la vita, quella vera, fatta di lavoro pulito, amicizie, progetti. Ma Nina è rimasta tra le grinfie di Shirkan. E Muli non può dimenticarla…

” “Giungla” di Roberto Anglisani e Maria Maglietta edito da Rizzoli tocca un argomento che strappa il cuore : lo sfruttamento dei bambini. Non lo avrei mai preso tra le mani per paura di affrontare questo viaggio dentro le fogne di una società cieca, quello descritto è un mondo a parte che gli autori costruiscono come una fiaba ricordate il libro della Giungla di Kipling? Qui ritroviamo la ferocia del mondo animale fatta persona, solo che per gli animali si tratta di istinto per l’uomo si trasforma in cattiveria e codardia. Ho finito di leggerlo qualche minuto fa, sul finale sono stata colta da uno spasmo ed ho preso a piangere dalla profondità della pancia, sapete quando il pianto ci fa sussultare e si schianta nel petto e viene fuori quella parte di noi è forse è subconscio non so qualcosa che ci toglie la maschera e ci rende umani e all’improvviso si torna a vedere. Scusatemi scrivo di fretta e mi lascio guidare dalle dita e dai pensieri improvvisi che mi attraversano la testa come se fossero piccole scosse di emotività più che altro.
Riporto una frase che mi ha colpita ” Quello che ti si agita dentro e non ti fa dormire si chiama coscienza” disse Baloon ” e quando si risveglia non ci lascia in pace fino a quando non facciamo quello che ci sembra giusto fare”
Leggere questo libro mi ha dato ancora una volta una consapevolezza che ciò che temiamo spesso è ciò che ci permette di cambiare, in meglio spesso.”

Recensione di Roberta Tobbi


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