Teatro ragazzi

E’ una sera d’autunno, piove, la stazione centrale di Milano è piena di pendolari che tornano a casa dal lavoro. In mezzo alla folla, come se fossero invisibili si muovono otto… dieci ragazzini stranieri di età diverse. Sono guidati da un uomo con un lungo cappotto, una finta pelliccia di tigre, è Sherekhan il trafficante di bambini. Mentre il gruppo si dirige verso l’uscita uno dei ragazzi scappa nei sotterranei della stazione, si chiama Muli e non vuole più essere costretto sotto la minaccia delle botte a rubare e a mendicare per Sherekhan….

E’ la storia di un bambino che per non essere stato attento alle indicazioni della mamma, si perde nel regno di una strega grassa e mocciolosa che accortasi di lui prende ad inseguirlo, per mangiarselo (naturalmente). Ma la paura aguzza l’ingegno, e Nino riuscirà a sfuggirle ritornando felice dalla sua mamma. Il tema, presente in molte fiabe classiche, è quello della paura e della lotta contro di essa. Nel finale di questa storia, il protagonista chiederà un ultimo aiuto anche ai piccoli spettatori, per sconfiggere definitivamente e per sempre la strega. Insieme vinceranno la strega e la paura. ALÈ! …

Federico è un topo sognatore, mentre gli altri lavorano lui raccoglie parole con cui crea delle bellissime storie.Nelle sue storie viene creato un mondo fantastico nel quale vivono grandi amici, identici da piccoli ma che crescendo diventano molto diversi è la storia del pesciolino che voleva essere una rana. Ci sono topini che pur di essere amati vorrebbero avere le ruote al posto delle zampe. Un pesciolino che ricorre alla fantasia per contrastare le forze del male. E ci insegna come molti pesciolini uniti possono avere la meglio su un nemico potente….

Storia di Nicola che non voleva andare a scuola
Il padre di Nicola è convinto che Nicola sia stupido, scansafatiche e non adatto a studiare. Per la verità Nicola non ama molto andare a scuola, a lui piace giocare soprattutto con gli animali, è capace di rifarne il verso e corre dietro di loro nelle strade e nei campi. Ecco che allora il padre pensa: “che figlio stupido che ho e in che scuola potrò mai mandarlo?” Ma c’è qualcuno che ha visto le grandi doti di Nicola e andrà a cercarlo e In un paese lontano c’è una strana scuola. In un paese lontano c’è una strana scuola. Sta sulla cima di una montagna sempre nascosta dalle nuvole, si vedono solo i bagliori delle sue cupole d’oro. Non ha porte, non ha finestre e nessuno sa cosa si impara là dentro. Non è facile entrare nella scuola e non è facile uscirne, all’interno c’è un maestro che non insegna. …

Uno come tanti. Le piume sempre un po’ scomposte. Una voglia fin da piccolo di gettarsi oltre il nido e fare un salto ad ali spiegate.
Giovanni Livigno è un piccione nato in un quartiere alla periferia di una grande città. Ciò che Giovanni ha di più caro sono i suoi quattro amici. Giovanni è in quel momento della vita in cui il gruppo è tutto, ma la vita del gruppo non è semplice e ha le sue dinamiche, i suoi conflitti, le sue regole: l’identità di ognuno smette di esistere, c’è solo il gruppo e c’è un capo che vuole essere rispettato ed è disposto ad ottenere rispetto anche con la violenza. Si fa casino, si passa il tempo, ma non si sfugge ugualmente alla noia e la vita sembra che ti scivoli via tra le zampe. …

Gli adulti dicono che Milo è un ragazzo difficile ma lui non si sente affatto difficile, non gli sembra di essere molto diverso dagli altri, forse quello che non piace è quel suo starsene in disparte da solo in silenzio a pensare i suoi pensieri, che spesso lo portano da un’altra parte. E proprio in questi viaggi del pensiero che a Milo succedono cose incredibili, è come se di colpo le cose di tutti i giorni si trasformassero e un’altra realtà prendesse vita, densa di umori, odori, di fisicità ed esperienze concrete. …

Lo spettacolo “Il Minotauro” nasce dall’intento di affrontare il tema della diversità. Si è cercato però di non restringere questo tema ad una diversità specifica, ma si è voluto parlare della diversità in una forma archetipa, per questo ci siamo rivolti a una figura mitologica come il Minotauro. Anni addietro ero stato colpito dalla lettura de “Il Minotauro” di Durrenmatt, dove viene messa in evidenza la solitudine del diverso e il suo desiderio di incontrare l’altro. …

La storia rilegge la famosa fiaba del brutto anatroccolo attraverso tre chiavi di lettura: l’emarginazione l’educazione lenta e la dolorosa capacità di ascoltarsi, la sofferenza della metamorfosi vissuta sia nella storia soggettiva che nel mondo naturale. Le stagioni scandiscono il divenire della storia. La sofferenza interiore è narrata attraverso le parole misteriose pronunciate dalle voci della natura, come “enidutilos”, Enidutilos è solo una parola che il brutto anatroccolo ascolta nel suo tempo di metamorfosi, non ne coglie il senso ma sentendola avverte una speciale consolazione, una sorta di quiete dell’anima. Il significato di quella parola sarà svelato dal rispecchiarsi, dal processo di oggettivazione che avviene solo nel momento della metamorfosi finale, quando il brutto anatroccolo si guarda e accetta quello che vede. …