“Nelle mie storie ci sono io, con le mie paure, la mia ironia; ci sono episodi della mia infanzia,
ci sono racconti che ho ascoltato trasformati e rielaborati.
Racconto storie per celebrare lo stupore per la vita e la sua bellezza.
Racconto storie per raccontare la “straziante meravigliosa bellezza del creato”.
Racconto storie per raccontare di me, del mio tempo, delle mie passioni.”
Roberto Anglisani
Roberto Anglisani, nasce a Taranto nel 1955 e si trasferisce a Milano pochi anni dopo. La sua carriera artistica si avvia nel 1977 all’interno la Comuna Baires, dove riceve una sorta di “imprinting” basato su due principi: l’attore deve essere un portatore di verità in scena e il teatro è uno strumento di lotta politica.
È all’interno di questo collettivo di attori che Roberto Anglisani inizia il suo percorso di studi del Metodo Stanislawskj, focalizzandosi in prima battuta sullo studio del conflitto e delle motivazioni interiori dei personaggi; per poi concentrarsi sull’utilizzo del corpo e la sperimentazione delle sue possibilità. Fondamentale in tal senso sarà la partecipazione a seminari con gli attori di Grotowsky, organizzati dal C.R.T di Milano e gli incontri con diversi gruppi appartenenti all’area denominata del “Terzo teatro” (TTB di Bergamo, Teatro di Ventura, Cesar Brie, Centro santa Marta).
Conclusasi, nel 1980, l’esperienza con la Comuna Baires, Anglisani incontra Raul Manso, attore argentino che fonda a Milano la scuola e il gruppo Gente di teatro, con il quale Roberto prosegue gli studi del Metodo Stanislawskj, approfondendo gli aspetti legati alla sensorialità e continuando il lavoro sul corpo. Fra il 1981 e il 1982 Anglisani va in scena con lo spettacolo Homo Dramaticus, con la regia di Raul Manso. In concomitanza all’attività attoriale di questo periodo, si sviluppa anche l’attività pedagogica in qualità di insegnante di espressività corporea e semiacrobatica nella scuola “Studio laboratorio dell’attore” diretta da Raul Manso.
Intorno alla fine degli anni ’80, Anglisani frequenta per circa due anni i corsi di Dominic De Fazio, attore italo americano dell’Actor studio di New York, all’interno dei quali esplora e approfondisce il lavoro sensoriale e il lavoro sull’azione drammatica. È proprio in questo ambiente che entra in contatto con Marco Baliani, attore e regista romano, fondatore del gruppo teatrale “Ruota libera”, il quale firma, nel 1986, la regia di Orphy 2013, il primo spettacolo che vede Roberto Anglisani come attore protagonista, con il quale vince, lo stesso anno, il suo primo premio “Stregatto”.
La collaborazione tra i due prosegue nel 1989 con il progetto STORIE, iniziando un percorso sulla narrazione orale che porterà Anglisani alla creazione di narrazioni singole, alla partecipazione a numerosi progetti sul teatro di narrazione e a girare nelle scuole di tutta Italia per raccontare storie. Dal 1989 al 1998, Roberto partecipa a diverse produzioni firmate da M. Baliani, quali Corvi di Luna (1989); D’acqua alla luna (1990); Antigone delle Città (1991); Piccoli angeli (1993), spettacolo che vede Anglisani in scena al fianco della grande attrice, nonché amica, Maria Maglietta, messinscena con la quale vince il secondo premio “Stregatto” come miglior attore; Peer Gynt (1995); Porti del Mediterraneo: Migranti (1996) e Gioventù senza Dio (1998).
È con lo spettacolo di narrazione Enidutilos, che Anglisani trova uno stile e una forma di narrare personale, dove il lavoro del corpo nello spazio ha una grossa importanza: accanto alla parola che narra c’è un corpo che risuona e amplifica le esperienze che compongono il racconto.
Nell’anno 1999 Anglisani sarà sul palcoscenico con Baliani nello spettacolo Francesco a Testa in giù di Marco Baliani con la regia di Maria Maglietta. Mentre, fra il 2000 e il 2001 debutta, nuovamente con la regia di Maria Maglietta, con lo spettacolo Giovanni Livigno (2000), tratto dal romanzo Il gabbiano Jonathan Livingston di R. Bach e Il Sognatore (2001), tratto dall’Inventore dei sogni di Ian McEwan con il quale vince il Premio giuria dei ragazzi al Festival Nazionale di Campi Bisenzio.
Nel 2007 Roberto Anglisani mette in scena Giungla, spettacolo ispirato dal Libro della Giungla di Kipling, con la regia di Maria Maglietta, grazie al quale vince, nel 2011, il premio Franco Enriquez come miglior attore teatro ragazzi di impegno civile. Inoltre da questo spettacolo viene tratto un romanzo per ragazzi, dall’omonimo titolo, scritto a due mani da Anglisani e Maria Maglietta ed edito da Rizzoli.
Nel corso della sua carriera artistica, Roberto incontra un giovane gruppo di attori di Ferrara, “Il Baule Volante”, con il quale nasce una bellissima collaborazione che porta alla produzione di diversi spettacoli di cui Anglisani firma la regia: Il tenace soldatino di stagno con il quale vince il premio “Stregatto” nel 2002 e il premio del pubblico di Aosta nel 2007; La Bella e bestia vincitore del premio della critica al Festival Nazionale di Campi Bisenzio e una menzione speciale al Premio Nazionale Teatro Ragazzi “Eolo Award”; Hansel e Gretel (2015) e Orfeo e Euridice (2023).
con la regia di Anglisani, due spettacoli vincitori di diversi premi nazionali.
Nel 2017, Anglisani porta in scena Giobbe. Storia di un uomo semplice tratto dal romanzo di Joseph Roth, testo e regia di Francesco Niccolini, con il quale vince il premio “I teatri del sacro 2017”.
Nel corso della sua carriera artistica, Anglisani ha inoltre lavorato con diverse compagnie come attore e regista (Teatro del Buratto di Milano, Teatro Testoni di Bologna, Teatro Franco Parenti di Milano, Teatro dell’Elfo di Milano, CTR di MIlano, CSS di Udine e C.R.E.S.T. di Taranto) e rappresentato l’Italia nel 2012 all’interno del progetto europeo “Festival Misterios de Europa” a Guadalajara (Spagna) e nel 2022 nel progetto europeo “ENST European Network of Storytelling Town”
È nel 2026 che debutta con il nuovo spettacolo Ribellione, tratto da La ribellione di Joseph Roth, con testo e regia di Francesco Niccolini.






















